BOTTA E RISPOSTA FRA LA REGIONE MARCHE E LA FEI

Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca con Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum e il ministro Al Mansouri ANCONA – La decisione assunta dalla Federazione equestre internazionale di sospendere la Federazione equestre degli Emirati Arabi e di vietare ai cavalieri emiratini di partecipare a qualsiasi gara internazionale ha provocato delle conseguenze pesantissime per Marche Endurance Lifestyle. Il presidente Gian Mario Spacca lo ha scritto in una lettera ufficiale che il 10 aprile ha inviato a Ingmar de Vos (nella foto), presidente della Federazione equestre internazionale, comunicando che la Regione Marche è stata costretta ad annullare “UAE Days nelle Marche”. “E´ la conseguenza – scrive Spacca – dell´inaspettata decisione presa il 12 marzo 2015 nei confronti della Federazione nazionale degli Emirati Arabi Uniti”. Il presidente comunica anche alla FEI che la Regione Marche si riserva tutti i diritti di valutare le conseguenze dei pesanti e al momento non quantificabili danni morali ed economici dovuti dalla decisione di sospendere la Federazione equestre degli Emirati Arabi Uniti da qualsiasi attività a livello internazionale. A supporto della comunicazione ufficiale, il presidente Spacca porta dei dati di fatto incontrovertibili, fra i quali un valore dell´evento che ha raggiunto l´anno scorso i 6,8 milioni di euro, la partecipazione nel 2014 di una delegazione emiratina di 518 persone con la presenza di membri della famiglia reale di Dubai e del governo emiratino, oltre ai 200 milioni di euro che l´export delle Marche verso gli Emirati Arabi Uniti ha raggiunto grazie a Marche Endurance Lifestyle. “A meno di due mesi dall´inizio dell´edizione 2015, inserita nel calendario FEI, il fatto di non permettere a cavalieri, giudici e tecnici, e quindi all´intera delegazione emiratina, di prendere parte all´evento – scrive Spacca – ci costringe a prendere l´unica decisione possibile che è quella di cancellare ´UAE Days nelle Marche´, che avrebbe previsto come in passato un Business forum governativo Italia-EAU, incontri B2B e visite ai distretti industriali: attività che rappresentano linfa vitale per l´economia nazionale e regionale, causando importanti ripercussioni in tutti i settori, compreso il turismo”. E´ di oggi la risposta ufficiale, che in tempo molto brevi – evidentemente temendo le conseguenze di un´azione di risarcimento che potrebbe essere intentata nei suoi confronti dalla Regione Marche e dagli stessi organizzatori di Marche Endurance Lifestyle – cerca di spiegare le proprie ragioni senza per altro entrare nel merito delle reali questioni poste dal presidente Spacca. Il presidente De Vos scrive al presidente Spacca che quella della FEI non è stata una decisione presa con sufficienza, ma dovuta alla “non conformità da parte della Federazione equestre degli Emirati Arabi Uniti” senza per altro fare il minimo riferimento alle conseguenze economiche che una scelta come quella assunta il 12 marzo 2015 determina al movimento dell´endurance su scala mondiale: migliaia di posti di lavoro a rischio, mercato allevatoriale messo in ginocchio, sinergie economiche a livello internazionale compromesse. La FEI, fra l´altro, attribuisce alla Federazione italiana sport equestri decisioni e pronunciamenti che non sono stati presi nella maniera più assoluta, anche perché il presidente Vittorio Orlandi è stato eletto il 30 marzo, cioè 18 giorni dopo la decisione assunta dalla FEI.

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