Si è concluso a Perugia il FEI Endurance Forum 2026, l’appuntamento di riferimento per la comunità internazionale dell’endurance equestre che ha riunito oltre 40 nazioni e i principali stakeholder del settore – atleti, tecnici, veterinari, ufficiali di gara, giudici e organizzatori – nella cornice di Posta Donini, alle porte della città.
Due giornate di intenso confronto e dialogo hanno posto al centro del dibattito sportivo internazionale i temi più rilevanti per il futuro della disciplina: governance, sostenibilità, tutela del cavallo, sicurezza e innovazione tecnologica, delineando una visione condivisa e responsabile del futuro dell’endurance.
È emersa con chiarezza la volontà di rafforzare un modello di sviluppo fondato su competenze, trasparenza e rispetto dei valori fondanti dello sport.
Uno degli annunci più significativi del Forum è stato la presentazione da parte della Federazione Equestre Internazionale (FEI) dell’introduzione del testing antidoping out of competition sul cavallo, un nuovo sistema di controlli che estende il monitoraggio anche al di fuori delle competizioni, garantendo una tutela costante dell’animale e un rafforzamento concreto dei principi etici della disciplina. Una novità di portata globale, presentata proprio in Italia — primo Paese al mondo ad aver riconosciuto il cavallo come atleta con la riforma dello sport entrata in vigore il 1° luglio 2023 — e che conferma il ruolo centrale del nostro Paese nel dibattito internazionale.
“L’Italia è apripista su questo tema,” ha dichiarato Simone Perillo, Segretario Generale della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE). “Il fatto che proprio al FEI Endurance Forum di Perugia sia stata annunciata questa misura rafforza il ruolo del nostro Paese come punto di riferimento internazionale nella tutela del cavallo e nello sviluppo etico dell’endurance.”
Tra i momenti più coinvolgenti della due giorni, la sessione dedicata agli Young Riders ha portato sul palco i giovani protagonisti della disciplina, con interventi di Jiahe Isabella Sui (Cina), Giulia Kybett Vinci (Italia), Emma Schuber (Svezia) e Gerard Casas Maxenchs (Spagna). Le loro riflessioni su formazione, sostenibilità economica e preparazione atletica hanno acceso un dialogo diretto con atleti esperti e rappresentanti internazionali, offrendo una prospettiva autentica sul futuro dello sport.
“Il dialogo con i giovani è fondamentale per il futuro dell’endurance,” ha sottolineato Áine Power, FEI Executive Director of Sport & Games. “I giovani portano energia e idee nuove, e il loro coinvolgimento è una parte centrale della strategia FEI. Dobbiamo essere rilevanti per loro e dimostrare che il tempo trascorso con il cavallo è tempo di valore.”
Ampio spazio è stato inoltre dedicato alle best practice organizzative, al ruolo dei Comitati Organizzatori nella gestione delle competizioni e al tema della sicurezza, cardine di ogni evento.
“Siamo custodi dell’ambiente in cui si svolge il nostro sport,” ha ricordato Gianluca Laliscia, CEO di sistemaeventi.it, organizzatore dell’evento. “La responsabilità di chi organizza è altissima: nulla può essere lasciato al caso. Dalla sicurezza al rispetto della natura, ogni scelta deve riflettere i valori che rendono l’endurance una disciplina unica.”
A coronare la prima giornata, la Gala Dinner ospitata nella storica Sala Scuderia di Posta Donini, alla presenza di H.E. Abdulla Ali Ateeq Obaidp Al Subousi, Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia, che ha ribadito l’importanza della cooperazione internazionale nel rafforzare i legami tra i Paesi protagonisti dell’endurance mondiale.
Il FEI Endurance Forum 2026, organizzato da sistemaeventi.it e dalla Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), con il supporto ufficiale di Emirates International Endurance Village (EIEV) – gioiello creato sotto la guida di Sua Altezza Sheikh Mansour bin Zayed Al Nahyan, Vice Presidente e Vice Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti – ha rappresentato un passo importante verso un futuro basato su collaborazione, innovazione e valori condivisi.
“Dopo nove anni di assenza, il Forum è tornato a riunire la comunità internazionale dell’endurance,” ha concluso Gianluca Laliscia, CEO di sistemaeventi.it. “La scelta dell’Italia come Paese ospitante è un riconoscimento della credibilità e della passione con cui viviamo questa disciplina. Ma le sorprese per l’Umbria non finiscono qui: continueremo a lavorare per far crescere il ruolo della nostra regione nel panorama mondiale dell’endurance.”
Due giornate che Áine Power ha definito “motivanti, costruttive e coinvolgenti”, capaci di lasciare un segno profondo nella comunità internazionale e di consolidare il ruolo dell’Umbria come capitale mondiale dell’endurance, dove tradizione, innovazione e visione condivisa si incontrano per costruire il futuro dello sport.













