Fuxiateam, un’olimpiade nel deserto: 400 km in due giorni tra tecnica, resistenza e squadra

Mentre il mondo guarda alle grandi sfide degli sport invernali, tra finali olimpiche giocate sul filo dei centesimi, ad AlUla si è disputata un’altra impresa di altissimo livello. Due giorni, 400 chilometri complessivi a cavallo, un deserto che non fa sconti e uno dei palcoscenici più prestigiosi dell’endurance mondiale.

Il 7 e l’8 febbraio, all’Al Fursan Endurance AlUla, competizione internazionale che ha riunito atleti provenienti da 71 nazioni – un numero che ha fatto segnare un vero e proprio record per una gara di endurance sotto l’egida FEI in termini di Paesi rappresentati – il Fuxiateam ha firmato tre prove di assoluto spessore nella CEI2* 120 km e nella CEI3* 160 km.

Se le Olimpiadi invernali celebrano la capacità di gestire velocità e traiettorie sulla neve, l’endurance esalta qualcosa di altrettanto complesso: la gestione del ritmo, delle energie e della strategia su distanze estreme. Non è uno sprint, non è solo resistenza: è una maratona moltiplicata, dove ogni scelta pesa.

Nella CEI2* 120 km di sabato 7 febbraio, il Fuxiateam ha schierato due binomi: Costanza Laliscia in sella a Horezzanese Larzac e Greta Bistoletti con Kasimir dell’Orsetta. Una gara costruita insieme dall’inizio alla fine, con intelligenza tattica e perfetta gestione.

Costanza, atleta plurimedagliata e punto di riferimento dell’endurance azzurro, ha raccontato a caldo: «Quando raggiungi un buon risultato è la giusta ricompensa del lavoro fatto a casa. Una gara bellissima, soprattutto quando i cavalli sono in forma e riescono ad esprimersi al meglio. Kasimir è stato una conferma mentre Horezzanese una nuova vera scoperta. All’ultimo giro abbiamo chiesto qualcosa in più e non si sono tirati indietro».

Le due amazzoni hanno chiuso rispettivamente al 17° e 18° posto, ma il valore del risultato va oltre la classifica: ritmo regolare, cavalli performanti e perfettamente gestiti, una strategia condivisa fino all’ultimo giro, quando è stato chiesto qualcosa in più, senza mai perdere equilibrio e lucidità.

Greta, alla sua prima gara nel deserto saudita, ha sottolineato l’intensità dell’esperienza: «È stata una gara faticosa, tosta e impegnativa che ti lascia senza parole per il paesaggio mozzafiato. In certi momenti alzavo lo sguardo e mi sembrava di essere su un altro pianeta. Sono pienamente soddisfatta per il traguardo raggiunto».

Come nelle prove di sci di fondo olimpico, la chiave non è partire forte ma saper dosare. E il Fuxiateam ha dimostrato capacità di lettura e gestione, costruendo il risultato chilometro dopo chilometro, con un team di assistenza impeccabile e strategie ai vet gate senza sbavature.

Il giorno successivo, senza margine di recupero, Costanza Laliscia è tornata al via nella CEI3* 160 km in sella a Fara du Barthas. La gara regina, l’equivalente di una finale olimpica: lunga, selettiva, tecnica.

Portare a termine una 160 km è sempre un traguardo importante. Chiuderla all’ottavo posto, nei Top Ten insieme a campioni del mondo, è un risultato che parla la lingua dell’élite sportiva.

A sottolinearlo è la stessa Costanza, al termine della CEI3*: «Concludere una 160 km è sempre una soddisfazione immensa, perché significa che hai gestito tutto nel modo giusto, dal primo all’ultimo chilometro. Finirla nei top ten è incredibile. Qui ad AlUla la prova è durissima: il deserto non perdona, devi restare lucida, ascoltare il cavallo in ogni momento e non sbagliare nulla. Fara è stata straordinaria e il mio team è stato perfetto, senza sbavature, tutti concentratissimi. È così che arrivano i risultati: con lavoro, fiducia e una squadra che funziona come un’orchestra».

Due gare in meno di quarantotto ore, 280 chilometri complessivi affrontati con lucidità, preparazione e una tenuta mentale straordinaria. È come disputare due finali consecutive ai massimi livelli: serve condizione, ma soprattutto una squadra compatta.

Alle spalle di queste prestazioni c’è un lavoro che parte da lontano, da Italia Endurance Stables & Academy, base operativa del Fuxiateam ad Agello di Magione. È qui che nasce la preparazione atletica, la programmazione, la cura quotidiana dei cavalli e la costruzione di quei binomi che poi competono sui palcoscenici mondiali. Un centro che rappresenta il cuore tecnico e organizzativo del team, dove ogni dettaglio viene studiato e monitorato con rigore.

Da questa scuderia umbra è iniziato il lungo viaggio dei cavalli verso l’Arabia Saudita: trasferimento fino a Liegi, in Belgio, e poi volo diretto ad AlUla. Un’organizzazione complessa, che richiede coordinamento veterinario, logistica e una gestione meticolosa per garantire ai cavalli le migliori condizioni possibili prima di arrivare in gara.

L’endurance non è solo gara: è pianificazione, professionalità e competenza. È un sistema che lavora in armonia.

L’Al Fursan Endurance AlUla si conferma così non solo banco di prova tecnico, ma teatro ideale per raccontare una squadra italiana capace di competere ai massimi livelli globali.

Mentre altrove si inseguono medaglie sulla neve, tra sabbia e vento si è celebrata un’altra forma di eccellenza sportiva. E il Fuxiateam ne è stato protagonista, dimostrando che i grandi risultati nascono sempre da una parola chiave: squadra.

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