L´attesa degli azzurri per l´appuntamento con le visite preliminari di sabato e, sotto, Gianluca Laliscia con Leila de Saularie, Alfonso Striano con Waligora e Martina Lui con Jo FarouzaLEXINGTON (STATI UNITI) – “Con questo ottavo posto abbiamo gettato le basi affinché il nostro endurance possa avere crescita e futuro a livello internazionale”. Così Gianluca Laliscia all´indomani del comunque importante “quattro su quattro” realizzato dagli azzurri nella prova a squadre dei World Equestrian Games. A ispirare il bilancio stilato dal cavaliere perugino è più di una ragione “a cominciare dal clima di collaborazione e condivisione vere che è stato instaurato non solo a Lexington, ma anche durante i collegiali, da tutto lo staff e dagli stessi cavalieri”.L´idea di compattezza data in Kentucky, da questo punto di vista è stata apprezzata da tutti, anche da esponenti di altre nazioni. “E´ in questo modo – confessa Gianluca – che abbiamo superato le difficoltà connesse a una prova così impegnativa, come l´importante problema muscolare con cui lunedì ha dovuto fare i conti la nostra Leila de Saularie. Problema importante, ma risolto bene con il contributo finalizzato, da parte di tutti, a presentarci nel migliore dei modi su di un palcoscenico così speciale”.Compattezza da sottolineare anche per ciò che riguarda la tattica di gara, “che prevedeva andature nell´ordine dei 14,5-15 km/h e che tutti sono riusciti a rispettare nell´arco complessivo di 160 chilometri ricchi di insidie”.Problemi e insidie che, come accade da diverso tempo a questa parte, non hanno riguardato il binomio “monstre” composto da Maria Alvarez Ponton e Nobby, trionfatori ancora una volta su un traguardo importante. “Fare i complimenti a Maria e a Juma per il modo in cui preparano e presentano Nobby ai grandi appuntamenti – commenta Gianluca – non è solo doveroso, ma obbligatorio per chiunque viva il mondo dell´endurance. La storia e la preparazione di questo cavallo dovrebbero essere scritti in una specie di ´libro di testo´ per chiunque voglia avvicinarsi alla nostra disciplina”.Parla con soddisfazione dell´esperienza americana Gianluca, che l´ha interpretata anche come occasione per confrontarsi con gli altri addetti ai lavori convenuti a Lexington. Di questi incontri hanno fatto parte anche quelli con lo staff del Dubai equestrian club, la struttura con cui Gianluca e l´Umbria Endurance Equestrian Team collaborano da anni. “Ragionare e programmare con gli uomini di Sheikh Mohammed – dice Gianluca – è sempre un momento di crescita, tanto più per il ruolo di allenatori e referenti esclusivi per l´Italia che ci è stato riconfermato”.






















