PERUGIA Italia Endurance guarda avanti, si sviluppa e compie un ulteriore passo ispirato a quella crescita costante che da sempre ne ha ispirato il modo di lavorare e di approcciare lo sport. Appartiene a questo genere di filosofia larrivo di Patrizia Giacchero, che da pochi giorni ha assunto il ruolo di responsabile della struttura di allenamento di Perugia e che, come era facilmente prevedibile, sta già vivendo questa esperienza con grande entusiasmo. Limpatto è stato ottimo confessa anche perché ho trovato conferma di tutto ciò che prima percepivo dallesterno, conoscendo la scuderia e i suoi protagonisti attraverso la frequentazione durante le gare. Ho trovato una grande organizzazione, un lotto di cavalli interessante e una particolare attitudine al lavoro in team. Mi pare davvero che ci siano tutte le premesse per sviluppare un lavoro di qualità, nel quale spero giorno per giorno di poter dare il mio contributo. Gli stimoli, sinceramente, sono tanti. Le motivazioni, del resto, non sono mai mancate a Patrizia, che da metà degli anni Novanta a oggi, passo dopo passo, è diventata una delle amazzoni e allenatrici di riferimento dellendurance italiano. A dimostrarlo sono i risultati e la qualità delle prestazioni messe insieme dal 1996, quando dopo unaltrettanto esaltante esperienza nel salto ostacoli decise di passare allendurance, una disciplina impegnativa, di sacrificio, nella quale vidi la possibilità di accrescere la mia passione per i cavalli e, al tempo stesso, di vivere grandi esperienze dal punto di vista agonistico. Da quel momento, è stato tutto un galoppare, con i risultati che si sono succeduti senza soluzione di continuità e con una presenza che si è fatta sempre più forte nellendurance italiano. In bacheca sono andati risultati e vittorie importanti, a cominciare dalla Bab Al Shams Endurance Cup di Assisi (nella foto d´apertura), per continuare – sempre nell´arco di un 2007 indimenticabile, con l´approdo sul gradino più alto del podio di Campionato italiano e Coppa Italia con India, finendo con lannoverare la partecipazione agli Europei 2007 in Portogallo e ai Mondiali 2008 in Malesia e laltrettanto esaltante quinto posto (con tanto di record italiano di velocità su una 120 km) al Mondiale giovani cavalli 2012 in Ungheria con Marneve. Dal 2004, sono più di 6.000 i chilometri percorsi in gare portate a termine. Patrizia arriva in Italia Endurance con un bagaglio ricco, che ha voglia di condividere con il resto della scuderia allinsegna della voglia di crescere e di completarsi a vicenda. Stiamo vivendo questi primi giorni racconta proprio in questo modo, con la necessità prima di tutto di conoscersi, sia per ciò che riguarda le persone che i cavalli. Qui cè un lotto di soggetti numeroso e diverso per cui il mio primo obiettivo è quello di scoprirli giorno per giorno, con laiuto degli altri componenti del team, in modo tale da poter programmare il lavoro in maniera specifica. Mi piace, per esempio, lapproccio personalizzato che ho trovato per ciò che riguarda lallenamento dei singoli cavalli: sono tanti e ognuno con degli obiettivi precisi per cui starà a noi continuare a conoscerli a fondo e svilupparne al massimo le peculiarità. Per fare questo penso che sia importante darci anche noi dei traguardi continui, a cominciare da quel confronto costante che abbiamo deciso di sviluppare per step successivi in modo tale da non tralasciare nulla, nessun particolare, perché a questi livelli agonistici è la cura dei particolari a fare la differenza. Una filosofia, quella di Patrizia, che le deriva anche da una scelta e da un approccio allendurance che da una decina danni a questa parte ha avuto modo di collaudare a suon di risultati: Lunico modo per crescere che considero vincente è quello di confrontarsi costantemente, non solo allinterno della scuderia ma con gli altri, con chi magari sviluppa programmi di alto livello allestero. Il salto di qualità che ho potuto fare, in termini di risultati e di tecniche di allenamento, si è concretizzato quando ho avuto la possibilità di gareggiare allestero o di prendere parte a competizioni, anche in Italia, nelle quali cerano tanti binomi stranieri. Opportunità del genere non mancheranno a Patrizia, che in Italia Endurance sarà protagonista di un progetto che nel corso degli anni si è caratterizzato per avere delle forti sinergie con il Dubai Equestrian Club e le strutture agonistiche che fanno riferimento a Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Quando definisco questa esperienza stimolantissima e di grande responsabilità spiega – mi riferisco anche a questo genere di opportunità che Gianluca Laliscia e il suo staff hanno voluto darmi. Lavorare allinterno di un progetto di sviluppo e di crescita del genere è quanto di meglio si possa desiderare. Significa mettersi alla prova ogni giorno, cercare le migliori soluzioni e puntare a perfezionare se stessi e le tecniche. Davvero niente male. Non ci resta che rimboccarci le maniche e fare del nostro meglio, anche perché le condizioni sono ottimali non solo dal punto di vista logistico, ma anche umano. Ci tengo particolarmente a sottolineare questo aspetto perché lambiente che ho trovato in scuderia e grazie alle persone che la compongono è speciale. Nella struttura di Italia Endurance, Patrizia assume il ruolo di responsabile della scuderia, che fino a poche settimane fa è stato ricoperto da Francesca Marroccu, alla quale vanno un saluto e un sincero ringraziamento per tutto ciò che nel corso degli anni è stata e ha rappresentato per lattività e la crescita della struttura.







